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Pazzi per i supermercati stranieri, ormai meta di viaggio
ANSA - di Alessandra Magliaro. Visitare un paese cercando di essere un locale, fare turismo lento mescolandosi alla popolazione senza dare all'occhio, imitando le loro abitudini, mangiando i loro piatti tipici e magari cucinandoli anche da soli e poi riportare a casa, tra i ricordi in valigia, salse e leccornie. Tra le tante abitudini che cambiano una ci ha preso sempre più la mano diventando una delle attrattive principali del nostro viaggiare. Potrà far sorridere ma a buona parte di noi aggirarsi all'estero tra le corsie di un negozio di alimentari di quartiere, un supermercato non turistico, una bella food hall dà una stupenda sensazione di essere un po' local . Senza contare che in un'epoca in cui tutta la cultura va prenotata prima per tempo, ingressi nei musei e nelle chiese ad esempio, con biglietti ad orario fisso, che in vacanza sono anche un po' stressanti, buttarsi dentro un supermercato a scovare cose nuove regala una dimensione di libertà non indifferente. Certo c'è il rischio di uscire con acquisti esagerati, che magari non entrano in valigia, o peggio ancora perdano di appeal ritornati a casa. Del resto si può osservare che i monumenti rivelano come un paese ricorda il suo passato, ma un supermercato mostra come vive oggi. Perché dunque i supermercati all'estero ci piacciono tanto? Lontano dai tradizionali punti turistici, entrare in un negozio di alimentari locale rimane un modo sorprendentemente autentico di viaggiare. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices






