FATHER AND SONS
Father & Sons 399 – AARON COPLAND
Nato a Brooklyn nel 1900 da una famiglia di immigrati ebrei lituani e scomparso novantenne nel 1990, Aaron Copland è riconosciuto come la figura monumentale della musica colta statunitense del Novecento, comunemente insignito del titolo di “Decano dei Compositori Americani”. La sua traiettoria artistica prende avvio a Parigi nei primi anni Venti, dove diviene il primo allievo americano della celebre pedagoga Nadia Boulanger. In territorio europeo assorbe la lezione del rigore contrappuntistico, l’uso delle strutture neoclassiche di Stravinsky e le prime pulsioni del jazz. Tuttavia, è nel corso degli anni Trenta che Copland attua una consapevole scelta estetica, teorizzando la cosiddetta semplicità imposta (imposed simplicity): una deliberata reazione all’ermetismo delle avanguardie europee volta a definire un linguaggio sinfonico democratico, accessibile e autenticamente autoctono. Con le sue composizioni Copland plasma l’immaginario sonoro del paesaggio americano e del mito della Frontiera producendo capolavori quali Billy the Kid (1938), Rodeo (1942) e Appalachian Spring (1944) — opera insignita del Premio Pulitzer —, affiancati da pagine celebrative come Fanfare for the Common Man e dal ritratto sinfonico El Salón México. Accanto alla grande pagina orchestrale, Copland dimostra una straordinaria sensibilità introspettiva in composizioni urbane come Quiet City (1939) ed esercita un’influenza decisiva sul cinema hollywoodiano, conquistando il Premio Oscar nel 1950 per la colonna sonora de L’ereditiera. Nonostante le persecuzioni politiche subite durante la psicosi anticomunista del senatore McCarthy negli anni Cinquanta, l’autore ha proseguito un’instancabile ricerca formale che lo ha portato, nella fase matura, a riabbracciare l’astrazione seriale e la dodecafonia. TRACKLISTING: Fanfare for the Common Man – Appalachian Spring – Billy The Kid – El Salòn Mexico – Quiet City Altre Informazioni The post Father & Sons 399 – AARON COPLAND first appeared on RadiostART .

