FATHER AND SONS
Father & Sons 395 – TOM CORA
Ripercorrere la traiettoria artistica di Tom Cora significa fare i conti con uno dei profili più autentici, innovativi e rigorosi della musica contemporanea degli ultimi cinquant’anni. La sua cifra stilistica non è mai risieduta nella pura esibizione di virtuosismo, ma nella capacità di umanizzare la sperimentazione rendendola uno strumento di comunicazione viscerale, ritmica e democratica. Cora ha dimostrato che il violoncello non doveva rimanere incatenato alla tradizione classica o al jazz convenzionale, trattandolo come un organismo vivo, acustico ed elettrico, capace di fondere la memoria del folk e del blues rurale con l’impatto del punk, la libertà del free jazz e il rigore del Rock in Opposition. Il suo impatto storiografico è monumentale: pochi musicisti hanno saputo costruire ponti così solidi tra contesti apparentemente inconciliabili, dai club underground del Lower East Side newyorkese ai centri sociali anarcho-punk olandesi, fino ai grandi festival d’avanguardia europei. La sua eredità vive nell’opera di violoncellisti contemporanei come Erik Friedlander, Hank Roberts, Okkyung Lee e Lucy Railton, che nel suo lavoro hanno trovato la prova che ogni confine strumentale è solo un limite mentale. A testimonianza dell’amore di una comunità globale resta il disco tributo Hallelujah, Anyway, pubblicato nel 1999 con artisti come Fred Frith, John Zorn e The Ex, omaggio indelebile a un maestro indimenticabile del suono. TRACKLISTING: Hidegen Fújnak a Szelek (tHE eX) – Straylight – NY Trio (with Eugene Chadbourne & John Zorn)- Panther burn (Curlew) – The goat explains the can – You may find a bed (Skeleton crew) – La semaine des quatre jeudis (Nimal) – Saint dog (Curlew) – State of shock (The Ex) – Globe trudgers – Janna lied (Roof) – One more time (with Fred Frith & Chris Cutler) Altre Informazioni

