
Il cacciatore di libri
"La guardiana" di Caterina Battilocchio
Un romanzo che narra un rapporto intenso fra una nonna e una nipote. Nonna Tita muore a 93 anni avendo predisposto fin nei minimi dettagli come dovrà essere il suo funerale e anche come dovrà ricordarla il prete durante la messa. Mora, la nipote trentenne, legatissima alla nonna, resta spiazzata da questa scomparsa, ma soprattutto un po' infastidita da quello che il prete ha detto durante il funerale riferendosi a un errore compiuto in vita da Tita, per il quale lei aveva sofferto. A quale errore si riferiva? Una domanda che resta sullo sfondo mentre Mora, rimasta senza lavoro, lascia Roma e va a Rocca, paese della nonna, per lavorare in una casa di riposo per anziani, dove cercherà di applicare il "metodo autobiografico" che aveva portato avanti in una comunità per tossicodipendenti. Mora parte dall'idea che, attraverso la scrittura del proprio passato, gli anziani possano recuperare non solo la propria identità, ma soprattutto la propria dignità, e così inizia a raccogliere le loro testimonianze. Tutto questo è narrato nel romanzo " La guardiana " di Caterina Battilocchio ( Garzanti ).






