
Santi: dalla tribolazione alla vittoria
20-8-26 giovedì 20o Ripensa alle tue priorità: c’è spazio per Dio con te?
Parabole sempre molto da chiarire, perché forse man mano che si ascolta la parabola facciamo tanti piccoli cortocircuiti, ma attraverso la parabola, quindi attraverso un racconto, il Signore ci mette davanti ad una realtà, complessa questa volta. Ci sono anche degli inserti, mi verrebbe da chiamarli così, perché qui Matteo ci parla anche di come poter rileggere la distruzione di Gerusalemme che poi è avvenuta nelle settanta dopo Cristo, come un qualche cosa che Gesù avesse già messo lì. E la situazione: guardate che a motivo dell'infedeltà e di come avete trattato Gesù e i profeti, voi siete stati poi distrutti. E questo è stato inserito dentro questa parabola, anche perché sarà durato un attimo, e intanto la festa di nozze era ferma lì, prima ha dovuto fare la strage, poi torna per la festa di nozze, funziona così con gli animali macellati? giusto per darvi un'idea di come anche mettersi in ascolto di una parabola. Ma qual è il motivo della parabola? Raccontare attraverso una storia qual è il progetto, c'è un progetto. Da sempre il progetto è che Dio ha delle nozze davanti, e sono le sue nozze con l'umanità. Vuol dire che ogni uomo di ogni epoca è chiamato a entrare in una nuzialità, a sentire che la propria vita è assunta in un amore. Questo è il progetto, e sapete qual è la risposta, lì ci viene detta abbiamo altre cose importanti da fare. Oggi avete fatto sicuramente delle cose importantissime, ma forse anche no, che se l'avesse fatto qualcun altro andava bene lo stesso. Però se quello che facciamo è motivo di escludere Dio dalla nostra vita, ecco, qui c'è un appello: c'è qualcosa di così importante che ti porta a escludere Dio dalla tua vita? se c'è fermati e ripensaci, ma ripensala davvero, ripensala come motivazione del tuo cuore, perché anche tutte le cose più importanti di questo mondo le fai per un po' di tempo, poi non so se te l'hanno detto, il biglietto c'è già, non sappiamo quando si parte, ma il biglietto c'è già. Quindi facciamo la nostra vita con grande impegno e amore in tutto quello che facciamo, ma senza perdere il vero orizzonte, e cioè che io sono chiamato con questo popolo ad una nuzialità. E vorrei venire, giusto per una nota, a questo finale, perché nell'assurdità della parabola uno potrebbe dire, li ha chiamati così come erano, buoni e cattivi, raccolti per strada e poi si lamenta che non hanno l'abito nuziale. L'abito nuziale veniva distribuito all'ingresso, che fosse un mantello, un qualcosa che rivestisse ciascuno di una grazia, com'è proprio del dono che ci viene fatto nel nostro rapporto con Dio. Tutti ci possiamo presentare a Dio non perché siamo bravi, belli, capaci, no, perché c'è una grazia e un amore che nel suo figlio ci viene donato. Se tu dici, no, io vado avanti per conto mio, come mi pare a me, capisci che ti escludi da che cosa? Non dall'amore di Dio, dal far sì che l'umiltà del tuo cuore recuperi l'amore di Dio e ti faccia rileggere in una chiave di salvezza quello che altrimenti vedi e vivi come disgrazie, come disavventure, come disastri, come io e nessun altro, insomma, come una vita che non è trasformata dalla grazia. E a quel punto si capisce che anche il tuo rapporto con Dio avrà sempre una paura, ecco il pianto e lo stridore di denti, come se ci fosse un giudizio che ti esclude. Ma il progetto, ve l'ho detto fino all'inizio, è la nuzialità, non l'esclusione. Quindi alla fine sei escluso se ti vuoi escludere. Ripensiamola, attualizziamola e guardiamola anche proprio nella prospettiva di quello che quotidianamente stiamo vivendo, perché anche oggi la grazia di Dio bussa alla porta della nostra vita.

